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Durante questi due anni a Milano sono venuti a trovarci più amici americani che italiani, o quasi, e considerando che Milano è in Italia…fate un po’ voi. 😦

Ad ogni modo una delle amiche di mia moglie decide di venire in Italia e fare un tour delle città più belle (gli Americani amano l’Italia), e viene a trovarci per circa 3-4 giorni.

Quando arriva a casa nostra, da buon italiano cerco di accoglierla nel migliore dei modi, quindi offro tutto ciò che di commestibile e bevibile avevamo 🙂

Dopo le classiche frasi “com’è andato il volo intercontinentale – quali città ti sono piaciute di più – era come te l’aspettavi”, ci accomodiamo sul divano ed una delle prime domande che mi chiede è “che lavoro fai?”, e fino a qui ci siamo, la seconda domanda è “ti piace il lavoro che fai?”, già siamo nell’insolito e le dico che mi piace ma vorrei lavorare nel settore commerciale, e lei di tutta risposta mi dice con nonchalance “scusa ma perché non cambi lavoro?”. Eheh! bella domanda amica mia! Ed inizio spiegarle che in Italia il mercato del lavoro non è così veloce come negli States e che cambiando area potrei iniziare a guadagnare meno (forse molto meno), e sicuramente non avrei un contratto a tempo indeterminato. Lei con viso incuriosito mi chiede “cos’è il contratto a tempo indeterminato”. E le spiego che in Italia se non hai un contratto di questo tipo non puoi avere un mutuo e quindi non puoi comprare casa e che possono licenziarti velocemente ma dopo rincorri nel rischio di avere posizioni lavorative inferiori a quella attuale, meno diritti, etc…

Devo essere sincero ed onesto, il modo con cui gli Americani vedono il mondo del lavoro mi affascina! Tanto!! Per lei è inconcepibile che una persona possa fare un lavoro che non gli piaccia e che non dia delle soddisfazioni per ripagare il suo investimento nell’università e del lavoro che svolge. E’ come se avessero consolidato nel loro cervello l’idea IO DEVO FARE CIO’ CHE MI RENDE FELICE, quindi in primis nell’ambito lavorativo visto che mediamente le persone spendono 1/3 della propria giornata lavorando.

Noi Italiani non andiamo oltre al classico “che lavoro fai – di che ti occupi”, poi se ci sono argomenti in comune o una posizione/esperienza lavorativa che ci interessa approfondiamo, per tante persone è una fortuna avere un lavoro e anche se non gli piace per niente, pazienza, l’importante è avere il contratto a tempo indeterminato, mi chiedo se questa non è una forma di schiavitù!?

Il mio desiderio per andare a vivere negli States inizia a maturare seriamente.

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