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Il fine settimana scorso ho avuto una bella sorpresa made in Italy! Venerdì, dopo una lunga giornata tra i mega store per comprare lampade, piatti, lenzuola, etc. e dopo un pomeriggio trascorso in ospedale per una visita medica della madre di mia moglie, finalmente  ci troviamo in macchina in direzione “casa”. Avevamo programmato per quella sera una cena in un ristorante italiano vicino casa, l’unico che ha orari di chiusura come dalle nostre parti, ovvero mezza notte. Essendo le 7 di sera ed avendo un buco nello stomaco grande quanto il Colosseo, suggerisco di andare direttamente al ristorante. Mia moglie e la madre insistono nel dire “passiamo a casa, facciamo uno spuntino, ci riposiamo un poco, doccia ed andiamo a cenare alle 21:30 all’italiana (qui di solito l’orario di cena varia dalle 17:30-19:30)”. Io perplesso rispondo “ma come, andiamo a casa a mangiare e poi usciamo per cena??!”. Vabbè, la leggo come una forte voglia da parte di mia moglie di voler portare la madre a mangiare cibo italiano come le aveva promesso. Una volta arrivati a casa iniziamo a mangiare come se non vedessimo cibo da settimane, ovviamente dopo 20 minuti eravamo tutti seduti sul divano esausti e soddisfatti dallo “spuntino”. Alle 21.30, con gli occhi che si chiudevano con la stessa facilità con cui Lupen riusciva a rubare la “Statua della Liberà” senza farsi vedere, arriviamo al fatidico Marin Joe’s. Quando entriamo vedo seduto al bancone del bar il mio caro amico E. che sorseggia un bicchiere di vino rosso. Dopo tre secondi, dove ho realizzato che era lui, partono mille abbracci e baci all’italiana.  Mia moglie ha coordinato il tutto in grand segreto per questa sorpresa che devo dire è riuscita alla grande!! Diciamo che più che un amico E. è un fratello per me, quindi il piacere è stato doppio. Ci siamo goduti la cena in compagnia della mamma di mia moglie e del fratello che ci ha raggiunto dopo. Nel post cena ci siamo dedicati una lunga chiacchierata da soli, in giro per Tiburon, dove siamo riusciti a goderci il panorama del Golden Gate Bridge di notte con l’oceano alle sue spalle. Avevo una strana sensazione nel passeggiare lì con E., sensazione alla quale non riesco a trovare le parole. Era come se le due vite si stessero toccando in quel momento. Il mio futuro stava stringendo la mano al mio passato. Il vento di libertà che sentivo sulla mia pelle lo stavo condividendo con E., non era più soltanto una mia sensazione.

Il giorno dopo, sabato, abbiamo fatto colazione in un bar italiano dove sull’insegna c’era scritto “torrefazione”, scritta che non vedevo da almeno 20 anni anche in Italia. Il caffè non era male ed avevano tutti i nostri tipici dolci. Tutte le domeniche andrò li sicuramente. Sono riuscito a fargli vedere la casa dove tra poco andremo a vivere e abbiamo passeggiato nella down town della mia prossima cittadina. Ancora una volta il mio futuro toccava il mio passato. Abbiamo pranzato in un ristorante dove sull’insegna c’era scritto “American Bar” ma abbiamo mangiato cucina francese. Curioso. Buono comunque. Non poteva mancare un bel bicchiere di vino. Nel pomeriggio siamo andati a San Francisco. Abbiamo camminato lungo tutto il Corso Cristoforo Colombo, a North Beach (little Italy), siamo andati a Pier 39 e Fisherman Warf. Abbiamo camminato per 3 ore senza mai chiudere becco. Abbiamo riso la maggior parte del tempo. Sembravamo due imbecilli di 15 anni. Una giornata fantastica!! Dopodiché, stanchi morti ed esausti più per quanto avevamo parlato che per il fatto che eravamo in giro dalla mattina, siamo andati bere un drink e stuzzicare qualcosa a Tiburon.

Domenica l’abbiamo trascorsa in famiglia. Siamo andati a casa del fratello di mia moglie per pranzo, dove ci siamo deliziati di un tipico BBQ all’americana!!

Questa sorpresa mi ha fatto enormemente piacere sopratutto perché qualcuno dall’Italia ha visto la mia realtà negli States. Qualcuno che conosco a condiviso con me questo vento di libertà che mi accarezza la pelle in questo periodo. Sono felice!! 🙂

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