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Ieri pomeriggio, nonostante il freddo gelido che sta attraversando il bel paese, decido di andare a tagliarmi i capelli da un barbiere vicino casa mia. E’ il classico barbiere vecchio stampo, il titolare ha circa sessant’anni, arredamento anni ’70 (del 1973 mi dirà poi in seguito), spero non lo erano anche le forbici (hihi). 

Dopo qualche secondo di reciproca timidezza, gli chiedo come è iniziato il 2016, lui, come se non stesse aspettando altro per iniziare a parlare, come un fiume in piena, inizia a raccontare, senza sosta per almeno 10 minuti abbondanti, tutto ciò che gli passava per la testa. Da lì, il discorso è saltato sulle relazione tra i nipoti-nonni-figli. Dopodiché siamo passati all’Imu, allo stato ladro ed alle case di proprietà. Dopo circa 15-20 minuti sapevo molte più cose del barbiere che del mio collega che siede di fronte a me tutti i giorni. Fantastico!! Quindi avevo appreso tutto il suo nucleo familiare come è composto e in quali città/quartieri vivono i suoi figli, il suo patrimonio immobiliare, il valore e dove si trova, e le sue strategie per poter pagare meno tasse..ahah

Mentre ascoltavo quest’uomo raccontare tutta la sua vita, ed ovviamente tutte le esperienze dei clienti, ho iniziato a pensare se negli States i barbieri sono come i nostri, persone semplici che raccontano e condividono le proprie esperienze, anche personali, con perfetti sconosciuti. Questa persona, dolcissima, mi ha anche raccontato della sua emigrazione dal sud al nord, delle difficoltà sociali incontrate, del benessere lavorativo vissuto, dell’adattamento della sua famiglia al nord, etc. – Chi sa come sono i barbieri Americani  🙂

Vedremo quando avrò l’occasione del mio primo taglio Americano.

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