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Ecco il mio primo post. Vorrei iniziare con le prime sensazioni che mi stanno spingendo verso l’addio al “bel paese”. Premetto che sono molto legato all’Italia ed ai nostri usi e costumi. Sono un ragazzo di 32 anni, sposato con una bellissima ragazza Americana (l’effetto dell’amore), della costa ovest, San Francisco. Vivo attualmente a Milano ma sono nato a Napoli. Mi sono sposato a San Francisco nel 2013, anno in cui sono andato per la prima volta negli States e devo dire che ho avuto un bel “impatto” positivo.
Con mia moglie abbiamo deciso di vivere la nostra prima avventura insieme in Italia per poi decidere nell’arco di un paio di anni se rimanere o iniziare a progettare il nostro futuro altrove. Adesso, a distanza di 2 anni, siamo arrivati al nostro giorno “x”, dove ti fermi, ti guardi indietro e tiri le somme. Purtroppo il mio bel paese non mi ha regalato tante opportunità, nel senso che mia moglie (Jo) dopo 10 anni di esperienza lavorativa in America ed un Master MBA preso nel 2013, un mese prima del nostro matrimonio, non ha avuto alcuna offerta di lavoro importante (ZERO!!!), il che mi risulta al quanto ridicolo dato che continua ancora a ricevere offerte di lavoro dalla California ed anche allettanti. In più io sono in attesa di una promozione che tarda ad arrivare (classico made in Italy) ma che comunque non cambierebbe significativamente la mia vita in termini economici ma potrebbe solo gratificarmi per il lavoro che provo a svolgere sempre al meglio.

Questi sono i due motivi principali che formano il fusto di questo grande albero che rappresenta la mia voglia di cambiare aria e che continua a crescere e produrre i suoi frutti, sopratutto ogni volta che mi confronto con “J” e mi dice “How is it possible?!” – ma come è possibile?! – eventi, situazioni o modi di pensare nostri Italiani che sono la normalità ma che negli States sono completamente inaccettabili e a volte impossibili da comprendere/condividere.

Ad esempio quando le persone provano a saltare la fila – non fare il biglietto al tram – etc. – chi non ha mai preso un tram senza il biglietto nella vita? Io in primis ma il problema (per me) sta nel fatto che qui alcuni atteggiamenti sono consuetudini ed il senso civico non è al suo picco storico. Per non parlare dell’efficienza che si può percepire anche dai piccoli banali eventi della vita quotidiana come ad esempio essere rimborsati dal negozio se vuoi restituire un acquisto, impensabile in Italia!!

Insomma qualche buon motivo per iniziare a valutare seriamente di andare a vivere in America c’è. Purtroppo sono consapevole del fatto che il giorno che (o se) lascerò l’Italia non tornerò più e questo mi mette un po’ di malinconia (forse tanta) ma probabilmente sarò soddisfatto della mia nuova vita che basterà qualche anno.

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